Dal via libera ai fondi Pnrr alla nuova abilitazione dei docenti: così Valditara tira dritto per equiparare scuole paritarie e statali

di Ygnazia Cigna, 
Il ministro dell’Istruzione: «Il sistema pubblico di istruzione ora è veramente unitario e non discrimina più». Cosa cambia per gli istituti paritari e chi vi insegna.

Cambia il processo di abilitazione per gli insegnanti delle scuole paritarie ed è concesso a questa tipologia di istituti – per la prima volta – di partecipare ai fondi del Pnrr. Sono queste le principali novità introdotte dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara che – parlando a margine del convegno “Il modello Lombardia, una risorsa per il sistema di istruzione nazionale” a Milano – ha fatto il punto sugli interventi per gli istituti che svolgono una funzione di servizio pubblico, ma la cui gestione è affidata a enti e privati. Prima, per ottenere l’abilitazione, i docenti di queste scuole dovevano necessariamente trasferirsi negli istituti statali, con il conseguente stato di incertezza e instabilità professionale che ne deriva. Così – ha spiegato il ministro – «poniamo fine all’abitudine necessitata dalla legge per cui i docenti delle scuole paritarie, per ottenere l’abilitazione, dovevano spostarsi in una scuola statale».

Cosa prevede il decreto (che non piace ai sindacati)

«Noi abbiamo lanciato un segnale molto preciso: il sistema pubblico di istruzione ora è veramente unitario e non discrimina più le scuole paritarie», ha commentato Valditara sottolineando come l’obiettivo sia risolvere la precarietà di circa 15mila docenti. Si tratta in realtà di una misura che è stata introdotta nei mesi scorsi grazie a un emendamento approvato nel Decreto Pa bis e che ha acceso lo scontro con i sindacati, secondo i quali è «sbagliato e ingiusto mettere sullo stesso piano un’esperienza professionale che ha seguito le rigorose regole di selezione e reclutamento della scuola statale e quella che ha seguito altri criteri di accesso, spesso discrezionali del datore di lavoro privato». Inoltre, nell’emendamento appare evidente come si miri ad agevolare l’acquisizione dell’abilitazione considerato che gli insegnanti che hanno svolto almeno tre anni di servizio (anche non continuativi) – negli ultimi cinque anni – in una scuola statale o paritaria, potranno accedere all’abilitazione con la metà dei CFU necessari che vengono solitamente richiesti. Ovvero 30 anziché 60.

750 milioni del Pnrr alle paritarie

«Per la prima volta in assoluto alle scuole paritarie è stato consentito di partecipare, presentando dei progetti, alla ripartizione di circa 750 milioni di euro di fondi Pnrr». È questo l’annuncio del ministro Valditara che ha sottolineato come in precedenza non fosse previsto. «Abbiamo dialogato con la commissione europea per ottenere questa apertura importante oltre a – ha aggiunto -, 650 milioni di euro per il potenziamento delle materie Stem (le discipline scientifico-tecnologiche, ndr), quindi per un potenziamento della didattica e della formazione di docenti, e 150 milioni sulle competenze linguistiche, anche qui per progetti e formazione».

I fondi Pon alle paritarie che avevano già acceso lo scontro

Si tratta di un finanziamento che si aggiunge così al via libera dei mesi scorsi per gli istituti paritari di accedere ai fondi europei Pon (Programma Operativo Nazionale), che aveva provocato l’ira del Movimento 5 Stelle, secondo cui si trattava di un «grave errore». Il capogruppo M5s in commissione Istruzione alla Camera, Antonio Caso, aveva attaccato «l’idea di scuola della destra» che – a suo avviso – mira ad essere «sempre meno pubblica e sempre più lontana dagli studenti». Per Caso era inaccettabile che «il Ministro Valditara vantasse di aver convinto l’Europa a spostare i fondi Pon sulle scuole paritarie, che troppo spesso fanno rima con “diplomifici”». Nonostante le critiche ricevute da parte dell’opposizione e dei sindacati, il ministro Valditara tira dritto nella direzione di massima apertura ed equiparazione tra scuole statale e istituti paritari.

 

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