La Voce della scuola
“Rimprovero verbale” al docente: per il Tribunale di Napoli è una sanzione disciplinare illegittima. Ragioni del ricorso, motivazioni e conseguenze della sentenza, i mplicazioni per la scuola.
Con la sentenza n. 1537 del 26 febbraio 2025, il Tribunale di Napoli, Sezione Lavoro, ha accolto il ricorso presentato da una docente, rappresentata dall’avvocato Daniele Graziano dell’Ufficio Legale Gilda degli Insegnanti, contro una sanzione disciplinare inflittale dal Dirigente Scolastico. Il Giudice ha dichiarato illegittima la sanzione per violazione delle forme e dei termini del procedimento disciplinare previsti dall’art. 55 bis del D. Lgs. n. 165/2001.
Indice
Le ragioni del ricorso
La posizione della scuola e del Ministero
Le motivazioni della sentenza
Le conseguenze della sentenza
Implicazioni per la scuola
Le ragioni del ricorso
La docente aveva impugnato la sanzione del “rimprovero verbale”, adottata dal Dirigente Scolastico e formalmente trascritta nel suo fascicolo personale. Il provvedimento era stato impugnato per due motivi principali:
Violazione del diritto di difesa : la sanzione era stata inflitta senza la preventiva convocazione dell’audizione disciplinare, privando la docente della possibilità di difendersi.
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Violazione del principio di tassatività delle sanzioni disciplinari : il “rimprovero verbale” non è tra le sanzioni previste dall’art. 492 e ss. del D. Lgs. n. 297/1994, che regolano le sanzioni disciplinari per il personale docente.
La posizione della scuola e del Ministero
Nel procedimento, il Liceo si è costituito in giudizio sostenendo che il “rimprovero verbale” fosse una misura correttiva informale e quindi non soggetta alle garanzie procedurali dell’art. 55-bis del D. Lgs. 165/2001. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito, invece, non si è costituito.
Il Dirigente Scolastico ha inoltre contestato la legittimazione passiva della scuola, sostenendo che le funzioni relative al reclutamento e alla gestione disciplinare del personale docente siano di competenza esclusiva del Ministero. Tuttavia, il Tribunale ha respinto questa eccezione, affermando che il Dirigente Scolastico aveva esercitato in autonomia i poteri di gestione del personale, rendendosi direttamente responsabile del provvedimento impugnato.
Le motivazioni della sentenza
Il Tribunale di Napoli ha accolto integralmente il ricorso della docente, riconoscendo che il “rimprovero verbale” era stato adottato in violazione delle norme procedurali previste per i procedimenti disciplinari nel pubblico impiego.
Illegittimità del provvedimento disciplinare : il “rimprovero verbale” è stato considerato una vera e propria sanzione disciplinare, come dimostrato dal fatto che il Dirigente Scolastico ne aveva disposto la trascrizione nel fascicolo personale della docente con effetti sulla sua carriera e la possibilità di configurare una recidiva.
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Violazione delle garanzie procedurali : il Tribunale ha rilevato che la docente non era stata convocata per un’audizione difensiva prima dell’irrogazione della sanzione, in violazione del diritto di difesa sancito dalla Costituzione e dal D. Lgs. 165/2001.
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Inapplicabilità della sanzione : la normativa vigente stabilisce che le uniche sanzioni disciplinari irrogabili ai docenti sono quelle previste dall’art. 492 del D. Lgs. 297/1994, tra le quali non figura il “rimprovero verbale”.
Le conseguenze della sentenza
Il Tribunale ha quindi disposto:
L’annullamento della sanzione disciplinare inflitta alla docente.
L’espunzione dal fascicolo personale di ogni atto o documento relativo alla sanzione.
La condanna dell’Amministrazione al pagamento delle spese di giudizio, quantificate in 3.689 euro oltre IVA e CPA.
Implicazioni per la scuola
Questa decisione rappresenta un precedente per il personale docente, che ribadisce il principio che le sanzioni disciplinari devono rispettare rigorosamente le procedure stabilite dalla legge e non possono essere irrogate arbitrariamente dai Dirigenti Scolastici.
La sentenza evidenzia inoltre la necessità di una maggiore chiarezza nelle pratiche disciplinari adottate all’interno delle istituzioni scolastiche, evitando provvedimenti che possano essere impugnati per vizi formali o sostanziali. La tutela del diritto di difesa e il rispetto delle norme procedurali costituiscono elementi fondamentali per garantire un corretto equilibrio tra poteri dirigenziali e diritti dei lavoratori della scuola.
In conclusione, la sentenza del Tribunale di Napoli conferma l’importanza della corretta applicazione delle normative in materia disciplinare, proteggendo il personale docente da sanzioni illegittime e ribadendo il valore delle garanzie procedurali previste dalla legge.